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Pubblicato il 18-12-2016 alle 23:00 - PDF

Sentenze provvisorie a favore del contribuente immediatamente esecutive se non è necessaria la presentazione di garanzie

Sentenze provvisorie a favore del contribuente immediatamente esecutive se non è necessaria la presentazione di garanzie

La  Ctr di Milano, nella sentenza n. 6725/27/16 dello scorso 13 dicembre, si è espressa su una questione di notevole rilievo, vale a dire sulla immediata esecutività delle sentenze provvisorie a favore del contribuente, principio statuito dall’articolo 69 del Dlgs 546/1992, come modificato dalla riforma del contenzioso tributario. Sulla questione in esame, il giudice di merito ha ritenuto che la norma sia efficace dallo scorso 1° giungo anche se ancora non è stato emanato il Provvedimento attuativo del Mef che avrebbe dovuto stabilire le idonee garanzie da presentare per ottenere il rimborso da parte del contribuente. Afferma il giudice di merito che la normativa in esame è pienamente esecutiva, in tutti quei casi in cui il giudice ritenga necessaria la presentazione di garanzie. 

La norma di riferimento - L’articolo 69 del Dlgs 546/1992, così come riformulato dall’art. 12,  comma  1,  lett. gg), D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 156 (Decreto Legislativo sulla riforma del contenzioso tributario), prevede che  le  sentenze  di  condanna  al  pagamento  di  somme  in  favore   del contribuente  sono  immediatamente esecutive. Tuttavia il pagamento di somme dell'importo superiore a diecimila euro, diverse dalle spese di lite, può essere subordinato dal giudice, anche tenuto conto delle condizioni di solvibilità dell'istante, alla  prestazione di idonea garanzia.

Una norma di estrema rilevanza, che prevede l’immediata esecutività delle sentenze provvisorie favorevoli al contribuente, salvo la presentazione di idonee garanzie, per importi superiori ad euro 10.000,00 e su richiesta del giudice, nel caso in cui le condizioni di solvibilità del contribuente siano tali da “mettere” a rischio gli importi restituiti. In sostanza, la previsione di una eventuale garanzia per rimborsi di importi superiori a diecimila euro discende, come indicato nella relazione al D.lgs. sulla riforma del contenzioso tributario, dalla considerazione che “Per la parte privata occorre tener conto di tale possibilità, e cioè del rischio che una volta ottenuto – in virtù di una sentenza esecutiva ma impugnata dall’Amministrazione – il pagamento di una somma a titolo di rimborso, non sia più possibile il recupero delle somme erogate in caso di successiva riforma della sentenza”.

Il successivo comma 2 della disposizione richiamata prevede l’emanazione di un apposito Decreto del MEF per disciplinare  il contenuto della  garanzia,  sulla  base  di  quanto  previsto dall'articolo 38-bis, comma 5, del decreto del Presidente  della  Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, la sua durata nonché il termine entro il quale  può essere escussa, a seguito  dell'inerzia  del  contribuente  in  ordine  alla restituzione delle somme garantite protrattasi per un periodo di tre mesi. I costi della garanzia, anticipati  dal  contribuente,  sono  a  carico della parte soccombente all'esito definitivo del giudizio.

Senza provvedimento norma inefficace – Sull’operatività della norma in questione, l’Amministrazione Finanziaria nella C.M. 38/E/2015, richiamando quando indicato nella previsione normativa di riferimento, aveva indicato che le nuove norme si applicano a decorrere dal 1° giugno 2016. Ancorché la norma sull’entrata in vigore non specifichi null’altro sulla operatività delle suddette disposizioni, si ritiene che – per la loro applicazione - occorra far riferimento alle sentenze depositate a decorrere dal 1° giugno 2016. Inoltre, si chiariva che fino all’approvazione del richiamato decreto ministeriale, previsto dal comma 2 dell’articolo 69 relativamente alla disciplina della garanzia, “restano applicabili le previgenti disposizioni” dell’articolo 69. In altre parole, le nuove disposizioni della norma in commento si applicano con riferimento alle sentenze depositate dal 1° giugno 2016 oppure dalla data del suddetto decreto ministeriale, se approvato successivamente.

 

IL CASO - Ctp Venezia con la sentenza 316/13/2016 –Rispetto a quanto sostenuto dall’Amministrazione Finanziaria, la Ctp di Venezia (316/13/2016) ha sostenuto che ove non sia necessario presentare la garanzia, o perché l’importo da restituire è inferiore a euro 10.000,00 o perché il contribuente è solvibile e il giudice non ritiene necessaria la presentazione di idonee garanzie, la norma trova applicazione già dal 1° giungo 2016,  a nulla rilevando la mancata emanazione del Decreto attuativo del Mef.

Questo perché il Decreto del Mef riguarderà solo ed esclusivamente le caratteristiche che dovranno avere le garanzie richiedibili dal giudice, a propria discrezione. 

Ctr di Milano sentenza n. 6725/27/16 – Dello stesso avviso la CTR di Milano, secondo la quale visto che il Decreto Ministeriale andrà a disciplinare solo la presentazione della garanzia, in tutti i casi in cui la presentazione della garanzia non sia necessaria, la norma può ritenersi immediatamente applicabile. Pertanto, le  sentenze  di  condanna  al  pagamento  di  somme  in  favore   del contribuente  sono  immediatamente esecutive. In riferimento al caso di specie, il giudice di merito ha conseguentemente ordinato all’Amministrazione Finanziaria di provvedere al rimborso dell’IVA per il 2009.

 

 

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18-12-2016 23:00
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L’evoluzione della Giurisprudenza