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Pubblicato il 19-12-2016 alle 18:49 - PDF

Credito d’imposta indebito: legittima la cartella senza comunicazione preventiva

Credito d’imposta indebito: legittima la cartella senza comunicazione preventiva

La Corte di Cassazione, con la sentenza 26044 del 16 dicembre 2016, ha affermato che è legittima la cartella di pagamento avente ad oggetto il credito d’imposta indebitamente compensato, anche se questa non è proceduta da una comunicazione di irregolarità.

Nel caso di specie, ad un contribuente veniva notificata una cartella di pagamento per il recupero del credito d’imposta indebitamente utilizzato in compensazione per il versamento dell’IVA del 2004. Il credito in questione non era stato indicato in dichiarazione.

L’annullamento della cartella di pagamento sancito dalla CTP, era stato confermato dal giudice d’appello, secondo il quale l’Ufficio avrebbe dovuto provvedere all’invio preventivo della comunicazione di irregolarità. L’inosservanza di tale obbligo comportava la nullità della cartella di pagamento.

Ricorreva per Cassazione l’Amministrazione Finanziaria, evidenziando che la comunicazione preventiva era necessaria solo nei casi in cui vi fosse incertezza su aspetti rilevanti della dichiarazione, così da garantire il diritto di difesa del contribuente. Nel caso in questione, evidenzia l’Ufficio, si tratta di un credito utilizzato in compensazione ma non indicato in dichiarazione.

Il giudice di legittimità ha accolto il ricorso dell’Amministrazione Finanziaria, evidenziando che:

  • l’obbligo del contradditorio preventivo sussiste in tutti i casi in cui deve procedere ad iscrizione a ruolo derivanti dalla liquidazione di tributi risultanti dalla dichiarazione
  • nel caso in cui sussistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione.

Diversamente, nel caso in cui il contribuente compensi indebitamente un credito non indicato in dichiarazione, non è ravvisabile alcuna incertezza su nessun aspetto della dichiarazione, con logica conseguenza di non rendere necessaria la comunicazione preventiva. In tale caso non viene posto in essere alcun meccanismo valutativo/estimativo ma un mero raffronto tra la dichiarazione del contribuente e i dati presenti nell’Anagrafe tributaria.

 

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19-12-2016 18:49
Categoria:
L’evoluzione della Giurisprudenza