Chiudi
Sei in: Home > L’evoluzione della Giurisprudenza > Professionista responsabile anche per le questione che esulano dalle proprie competenze
Pubblicato il 27-12-2016 alle 23:00 - PDF

Professionista responsabile anche per le questione che esulano dalle proprie competenze

Professionista responsabile anche per le questione che esulano dalle proprie competenze

Con la sentenza n. 13007 del 23/06/2016, la Cassazione ha stabilito che, nell’ambito dell’attività di consulenza affidata ad un professionista, il dovere di diligenza impone anche l’obbligo di individuare le questioni che esulano dalla propria competenza professionale.

Pertanto, le informazioni da rilasciare al cliente devono riguardare anche i limiti della propria competenza e tutti gli elementi e i dati che consentano al cliente di prendere decisioni “autonome”, con la possibilità di rivolgersi eventualmente ad altro professionista.


La vicenda: un cliente chiamava in giudizio il proprio commercialista per presunta condotta omissiva, in quanto non veniva impugnata la sentenza sfavorevole di CTR.

Sia in primo che in secondo grado, il Tribunale civile escludeva la responsabilità del professionista che non avrebbe potuto impugnare la sentenza di CTR non essendo abilitato alla difesa in Cassazione.

Nel ricorso in Cassazione, l’attore sostiene che al professionista era stato conferito l’incarico di consulenza tecnico-giuridica sui rimedi esperibili, termini e modalità relativi alla sentenza emessa a suo sfavore dalla CTR, a fronte del quale professionista era gravato di un onere informativo (ex artt. 2230 c.c. ss. e art. 1176 c.c.).


La Cassazione ha accolto le argomentazioni del ricorrente, ritenendo non sufficiente l’incompetenza del professionista ad impugnare la sentenza della CTR ai fini dell’esclusione della responsabilità.

Il dovere di diligenza, impone, tra gli altri, l’obbligo di informare il cliente:

a)   non solo delle ragioni “di natura giuridica o tecnico-contabile” a base della sentenza sfavorevole

b)   ma anche i “rimedi astrattamente esperibili, pur se non praticabili dallo stesso professionista”.

Cass. Sent. n. 10966/2004

il professionista è responsabile per la mancata opposizione nei termini avanti le Commissioni in presenza di espresso mandato in tal senso.

La colpa è valutata dal solo giudice di merito, ed è sindacabile dalla Corte di Cassazione solo sotto il profilo di una “carente” motivazione dei giudizi precedenti

 

Riproduzione riservata.

Dettagli:

Pubblicato il:
27-12-2016 23:00
Categoria:
L’evoluzione della Giurisprudenza