Ai fini dell’esenzione da IMU dell’abitazione principale, i Comuni possono verificare attraverso numerosi strumenti di controllo i necessari requisiti relativi:
- alla “residenza anagrafica”: per cui è sufficiente l’accesso alle banche dati anagrafiche
- alla “dimora abituale”: che richiede una valutazione fondata sull’incrocio di banche dati e altre fonti informative (ed il cui eventuale disconoscimento è soggetto a contraddittorio preventivo obbligatorio, ex art. 6-bis, L. n. 212/2000).
In relazione a quest’ultimo controllo, la Fondazione IFEL ha pubblicato un vademecum che analizza detti strumenti di controllo (tra cui TARI, utenze elettriche/gas/acqua, dichiarazioni dei redditi, atti del registro, sede di lavoro, scuola dei figli, medico di base, social media, ecc.).
In particolare, la Fondazione suggerisce i seguenti criteri di selezione delle posizioni da verificare:
- nuclei familiari: nucleo composto da 1 sola persona che risulti proprietarie di almeno 1 immobile abitativo nel Comune
- utenze: sono da privilegiare le situazioni in cui si presentano consumi annui inferiori alle seguenti soglie: per utenza elettrica < spesa €. 210; per gas: spesa < €. 250; per consumi elettrici: < 700 kWh.