
L'ordinanza della Corte di cassazione n. 33007/2025 interviene con rigore sul tema del consolidato nazionale, chiarendo che tale regime non può essere invocato come automatica giustificazione per la neutralizzazione degli spostamenti di ricavi tra società appartenenti al medesimo gruppo. La Suprema Corte riafferma la centralità della corretta imputazione del reddito d'impresa riferibile a ciascuna singola entità legale, indipendentemente dalla tassazione unitaria in capo alla consolidante.