
Con la sentenza relativa alla causa C-465/24, depositata il 13 marzo 2026, la Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha fornito un'interpretazione rigorosa e stringente circa la portata delle misure restrittive adottate nei confronti della Russia. I giudici europei hanno stabilito che il congelamento dei fondi impone un impedimento assoluto e incondizionato al titolare di certificati azionari soggetto a sanzioni, vietandogli sia di partecipare alle assemblee generali degli azionisti sia di esercitare il proprio diritto di voto in quella sede. Questa decisione si fonda sulla necessità di limitare al massimo qualsiasi tipo di operazione che possa essere eseguita su beni mobili o immobili facenti parte del patrimonio di soggetti sanzionati.