
Con la sentenza n. 3606 del 17 febbraio 2026, la Corte di Cassazione ha riaffermato un principio cardine in materia di diritto tributario e catastale: la rendita catastale deve essere attribuita sulla base delle caratteristiche oggettive e della destinazione ordinaria di un immobile, trascurando l'uso effettivo che ne viene fatto. La Suprema Corte ha accolto le tesi dell'Amministrazione finanziaria, chiarendo che la capacità di un bene di produrre ricchezza è legata alla sua destinazione funzionale e produttiva, accertata secondo le sue potenzialità di utilizzo.