
La Corte di Giustizia dell'Unione Europea, con la sentenza del 30 aprile 2026 (causa C-544/2024), ha chiarito la natura degli interessi moratori applicati sui ritardi nel versamento dell'Iva. La decisione stabilisce che una normativa nazionale che definisce tassi fissi e modalità di calcolo rigide, indipendentemente dalla gravità della violazione, è pienamente conforme al diritto dell'Unione. Tali misure non sono considerate sanzioni penali, bensì strumenti necessari per garantire l'integrità del gettito fiscale.