
In data 7 maggio 2026, con la sentenza relativa alla causa C-747/22, la Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha emesso un verdetto cruciale riguardante la normativa italiana sul Reddito di cittadinanza. La decisione stabilisce che il requisito che impone dieci anni di residenza sul territorio nazionale per poter accedere al beneficio rappresenta una discriminazione indiretta ai danni dei soggetti che godono di protezione internazionale. Secondo l'organo giudiziario europeo, tale restrizione temporale è incompatibile con i principi di parità di trattamento sanciti dal diritto dell'Unione, in particolare per quanto riguarda l'accesso alle prestazioni sociali e al mercato del lavoro.