
Attraverso la sentenza n. 71 del 13 maggio 2026, la Corte costituzionale è intervenuta con una decisione di forte impatto per l'ordinamento giudiziario, dichiarando l'illegittimità costituzionale dell'art. 29, comma 5, del D.Lgs. n. 116/2017. Il nodo della questione risiede nella clausola che imponeva ai magistrati onorari la rinuncia ai diritti riconosciuti dall'Unione europea come condizione conseguente al superamento della procedura di conferma. La Consulta ha stabilito che, sebbene la stabilizzazione rappresenti un rimedio possibile contro l'abusiva reiterazione degli incarichi, essa non può in alcun modo precludere o cancellare la tutela giudiziale dei diritti che il lavoratore ha maturato durante il periodo di servizio pregresso.