
Legittima la cartella di pagamento a carico della società controllata dopo che il sequestro penale ha colpito tutte le azioni del gruppo imprenditoriale. La misura cautelare, infatti, determina lo spossessamento delle quote in capo alla controllante, facendo venir meno uno dei requisiti per beneficiare del regime agevolato dell’Iva di gruppo. La cartella è emessa all’esito della procedura automatizzata, che prevede prima la comunicazione di irregolarità rispetto alla quale la contribuente può presentare osservazioni e chiedere chiarimenti. Trova ingresso però la questione dell’incertezza normativa, quale esimente per le sanzioni irrogate alla società.
Lo ha stabilito la Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 19886 del 15 giugno 2026, con cui ha rigettato il ricorso di una società tranne che per il profilo relativo alle sanzioni.