
La Corte di cassazione, con la sentenza n. 18157 del 5 giugno 2026, ha ridefinito le regole procedurali in materia di agevolazioni fiscali per l'innovazione tecnologica. I giudici di legittimità hanno chiarito che, nell'ambito dell'attività di controllo finalizzata al recupero del credito d'imposta per ricerca e sviluppo, l'Agenzia delle entrate non è obbligata a richiedere preventivamente un parere tecnico al Mise (ora Ministero delle Imprese e del Made in Italy). L'omessa consultazione del ministero non inficia la validità dell'atto di recupero delle imposte, configurandosi come una semplice opzione discrezionale a disposizione degli uffici ispettivi.