
Le quotazioni dell’osservatorio del mercato immobiliare (Omi) non sono sufficienti, da sole, a sostenere un accertamento analitico-induttivo sui ricavi derivanti dalla vendita di immobili: si tratta, infatti, di valori che hanno natura meramente indiziaria e non costituiscono prova legale del maggior corrispettivo.
Lo chiarisce la Cassazione con l’ordinanza n. 27174 depositata il 19 ottobre 2026, con cui ha accolto il ricorso di una società.