
La riforma della legge ordinamentale dei commercialisti deve mettere al centro la professione, tutelandone le prerogative ed evitando la proliferazione di nuovi albi. È quanto emerso dall’audizione in Commissione Giustizia della Camera sul disegno di legge delega, alla quale hanno partecipato il CNDCEC, la Cassa di previdenza e l’Unione Giovani.
Il presidente del Consiglio nazionale, Elbano de Nuccio, ha sottolineato l’esigenza di valorizzare ruolo e formazione dei commercialisti nell’interesse dei cittadini, ribadendo la necessità di una netta distinzione tra professioni ordinistiche e non regolamentate. Una chiara perimetrazione delle attività consentirebbe di definire competenze e responsabilità, garantendo qualità e trasparenza nei servizi.
Secondo il CNDCEC, la riforma dovrebbe anche favorire nuovi modelli organizzativi, rafforzare il ruolo degli Ordini territoriali, ridurre i tempi di accesso alla professione anticipando il tirocinio e riconoscere le specializzazioni, considerate essenziali per il futuro della categoria.
Il presidente della Cassa, Ferdinando Boccia, si è soffermato sul tema delle incompatibilità e sulla necessità di una regolamentazione chiara delle società di servizi, per evitare effetti negativi sul sistema previdenziale.
Infine, il presidente dell’Unione Giovani, Francesco Cataldi, ha evidenziato l’importanza di un riordino delle attività riservate agli iscritti all’Ordine, dell’introduzione di quote generazionali negli organi di rappresentanza e dell’anticipo del tirocinio, per favorire un più rapido ingresso dei giovani nella professione.