
La tendenza che si riscontra nella prassi è di superare il modello dell'associazione professionale, percepito ormai come obsoleto e fiscalmente penalizzante, a favore della forma societaria, che garantisce una gestione più industriale e una tassazione più certa e contenuta in fase di ricambio dei soci.
Nei giorni scorsi è stata pubblicata una ordinanza della Cassazione (ordinanza 12671) che entra nel merito della tassazione, ai fini dell’imposta di registro, di due atti di cessione delle quote di partecipazione di uno studio associato di commercialisti, in cui ci sono tre cedenti e un unico cessionario.
Si rammenta che la fattispecie fa riferimento alla disciplina anteriore a quella di cui al D. Lgs. n. 192/2024.