
Dal oggi, 15 giugno, entra in vigore la nuova disciplina che potenzia il sistema di verifica applicato ai pagamenti effettuati dalla Pubblica Amministrazione nei confronti dei professionisti, ampliando l’efficacia dei controlli previsti dall’art.o 48-bis, DPR n. 602/73.
La norma impone alle amministrazioni pubbliche di verificare preventivamente l’eventuale presenza di debiti iscritti a ruolo o di altri carichi affidati all’Agente della riscossione in capo al soggetto destinatario del pagamento. Qualora emerga una situazione di inadempienza, il pagamento può essere sospeso o ridotto e le somme spettanti possono essere utilizzate per soddisfare, in tutto o in parte, il credito erariale.
La nuova stretta mantiene ferma la soglia ordinaria di €. 5.000 per l’attivazione delle verifiche, ma aumenta l’attenzione verso i professionisti che vantano crediti nei confronti della PA e che presentano posizioni debitorie rilevanti. In tali circostanze, i compensi dovuti possono essere assoggettati a trattenute finalizzate alla riscossione dei debiti pendenti, con conseguente riduzione dell’importo effettivamente incassato.
Il blocco non opera in presenza di ruoli oggetto di dilazione (art. 19, Dpr n. 602/73) o di definizione agevolata. Sotto quest'ultimo aspetto il blocco si intreccia con le Rottamazioni delle cartelle.