
Il socio fiscalmente residente in Italia di una partnership statunitense può beneficiare del credito per le imposte federali assolte negli Stati Uniti, anche quando i redditi successivamente distribuiti dalla società siano assoggettati in Italia all'imposta sostitutiva obbligatoria del 26%.
È quanto emerge dalla sentenza n. 2393/2026 della Corte di giustizia tributaria di 1° grado di Milano, sezione 17, che affronta il problema della doppia imposizione internazionale derivante dal diverso trattamento fiscale delle partnership nei due ordinamenti.
La pronuncia assume particolare rilievo poiché riconosce la possibilità di recuperare le imposte estere anche in presenza di redditi che, in Italia, non concorrono alla formazione del reddito complessivo IRPEF, valorizzando le disposizioni della Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Stati Uniti.