
Con la decisione n. 165 emanata il 12 marzo 2026, il Garante per la protezione dei dati personali ha definito i confini invalicabili per le aziende nella gestione degli account e-mail dei propri dipendenti. La vicenda ha tratto origine dal reclamo presentato da un ex dipendente che, concluso il rapporto di lavoro, si era visto negare il diritto di accesso integrale alla propria casella di posta elettronica aziendale individualizzata. La società coinvolta aveva infatti operato una selezione unilaterale, consegnando all'interessato solo i messaggi classificati come "personali" ed escludendo, previa anonimizzazione, quelli relativi all'attività lavorativa. L'Autorità ha condannato fermamente tale condotta, stabilendo che l'intero contenuto della casella costituisce dato personale del lavoratore, indipendentemente dalla natura professionale delle comunicazioni.