Buongiorno.
Una persona fisica costituisce a dicembre 2025 una srl con 10.000 euro di capitale sociale.
A marzo 2026 effettua un conferimento di ramo d'azienda all'interno della stessa srl in regime di neutralità ex art 176 de TUIR.
L'imprenditore iscrive ai sensi dell'art. 176 la partecipazione nell'attivo immobilizzato ma la domanda è: "che fine fa il pezzo di partecipazione che detiene come persona fisica al di fuori dal regime d'impresa"?
Si considera conferito e attratto al regime d'impresa dal momento che la quota sociale non può essere "spezzata"?.
Se si i requisiti per l'applicazione della pex (per imprenditori individuali) derivanti dal conferimento di ramo potrebbero essere messi in discussione?
Gli scenari potrebbero essere due:
se si iscrive il primo pezzo di partecipazione all'interno del regime d'impresa e lo si iscrive come immobilizzato e dopo poco si cede l'intera partecipazione (stratificata dal punto di vista del costo fiscale tra quella iniziale + quella derivante dal conferimento successivo) l'ADE potrebbe considerare abusiva tale iscrizione, poiché la partecipazione dovrebbe essere considerata parte dell'attivo circolante;
se si lascia nella sfera personale la prima "parte" di quota , si iscrive nell'attivo immobilizzato della ditta solo quella parte di partecipazione derivante dal conferimento di marzo 2026 e si rispettano i requisiti dell'art. 176, il primo "pezzo" di partecipazione (sebbene civilisticamente sia un comunque un bene unico), determina una stratificazione del costo della partecipazione nella ditta individuale a cui poi applicare il LIFO al momento della cessione? In altre parole è possibile ipotizzare che un bene possa essere iscritto in parte come personale ed in parte come imprenditoriale, visto che la quota è comunque unica?
Grazie