Buongiorno.
Una contribuente si trasferisce in Spagna nel luglio 2021 e si iscrive all’AIRE nell’agosto dello stesso anno, iniziando contestualmente un’attività di lavoro dipendente svolta in via continuativa nel territorio spagnolo, ove mantiene da allora la propria residenza.
Per il periodo d’imposta 2021, risultando fiscalmente residente in Italia, la contribuente presenta la dichiarazione dei redditi includendo una Certificazione Unica italiana e una spagnola, assoggettando i redditi di lavoro dipendente prestato all’estero al regime delle retribuzioni convenzionali di cui all’art. 51, comma 8-bis, TUIR.
Nel 2026, l’Agenzia delle Entrate notifica uno schema d’atto, contestando l’applicazione di tale regime sulla base delle indicazioni contenute nella Circolare Agenzia delle Entrate n. 207/2000 e nella Risposta a interpello Agenzia delle Entrate n. 50/2023, ritenendo che il requisito dei 183 giorni di permanenza all’estero non sia soddisfatto nel 2021, in quanto maturato “a cavallo d’anno” con il 2022.
La contribuente osserva tuttavia che, al momento della presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta 2021, non vi erano chiarimenti espliciti circa la necessità di verificare il requisito dei 183 giorni considerando congiuntamente due periodi d’imposta, né circa eventuali effetti preclusivi derivanti dal trasferimento della residenza fiscale all’estero nell’anno successivo.
Solo con la citata risposta a interpello n. 50/2023 l’Agenzia delle Entrate avrebbe fornito un chiarimento interpretativo in merito alle modalità di verifica del requisito temporale, con particolare riferimento alle fattispecie in cui l’attività lavorativa all’estero si sviluppa in modo continuativo su due annualità.
Si chiede pertanto:
se, alla luce del quadro normativo e interpretativo vigente nel 2021, fosse legittima l’applicazione del regime di cui all’art. 51, comma 8-bis, TUIR nel caso di specie;
se i chiarimenti forniti successivamente con la risposta a interpello n. 50/2023 possano essere applicati retroattivamente in senso sfavorevole al contribuente;
e quali siano i profili difensivi utili a sostenere la correttezza del comportamento adottato dalla contribuente.
Grazie