Buongiorno.
Una sas con due soci, che opera nel settore odontoiatrico, a dicembre 2024, il socio accomandante dona la quota al socio accomandatario, il quale rinuncia a ricostituire la pluralità dei soci, e decide di proseguire l’attività in forma individuale con decorrenza fiscale dal 01 gennaio 2025. Difatti con il modello AA9 al primo gennaio 2025 viene aperta la partiva iva come professionista e contemporaneamente viene cessata quella della società, compilando il riquadro E, lettera 1b. La società nel 2024 nel quadro G, al rigo RG 38, rileva le rimanenze che derivano da due forniture per un importo di euro 10.000,00. Il 14/01/2025 (quando la partita è cessata) la sas riceve note credito per lo stesso importo.
Si chiede se le relative note di credito devono essere registrate dalla sas, anche se la partita Iva, al momento del loro ricevimento (14.01.2025) era estinta? Le note di credito generano eventualmente una sopravvenienza attiva da imputare alla sas o al professionista? Il valore delle rimanenze finale ( la sas adottava il metodo del comma 5) può essere preso in considerazione per ridurre il reddito? Per le fatture ricevute dalla sas dopo la cessazione dell’attività Enel e telefono possono essere detratte dal professionista o dalla stessa sas?
Grazie